
è stato terribile vedere le sue movenze su di te.
il suo giocare da gatta che ti induriva eccitato.
le sue mani implacabili che non ti lasciavano scelta.
la tua mente liberarsi illanguidita dai suoi filtri maliziosi e maligni.
e stato tremendo vedere lei che si avvicinava sempre di più al tuo corpo, impossessandosi mellifluamente dei tuoi pensieri che non potevano andare oltre. lo vedevo dal tuo sguardo che non potevi fare niente. ti aveva incatenato, malvagia, senza amore, senza scrupoli, senza volerti, e senza preoccuparsi di essere voluta.
comandava dalle sue mani il tuo sangue che scorreva verso il basso e ti lasciava quasi esanime, mentre lei si muoveva con maestria su di te, facendosi penetrare con l'inganno, usandoti per procurarsi piacere procurandomi dolore.
e io urlavo da dietro quel vetro, ma non mi sentivi.
urlavo e picchiavo forte contro quel vetro, ma non mi vedevi non ti accorgevi di me.
oh è stato terribile.
e lei che mi guardava fissa negli occhi e rideva.
una risata sguaiata, da quelle labbra laccate, con quello sguardo vuoto e assassino.
finchè non hai raggiunto l'orgasmo.
e io quell'orgasmo mi convincevo fosse semplicemente fisico, mi convincevo che non poteva avere avuto altro che il tuo corpo.mi autoconvincevo e intanto urlavo e piangevo e mi disperavo, inutilemente.
lei, con quelle labbra e quella lingua adesso leccava le gocce del tuo sperma, scivolate sul tuo pene.
una le scendeva dall'angolo destro della bocca. si volta verso di me. con la lingua la tira su e la succia.
e poi ricomincia a ridere, una risata sonora, e tu sei li steso, mentre ti tiene in suo potere continuando a sussurrarti parole che arrivano al mio orecchio con suoni acuti e metallici. continua a segarti. vuole annientarmi. e io che strepito invano, ricordando gli inizi di quando quella stronza metteva in atto il suo malsano piano per prenderti, per godere di te, strumento nelle sue mani, e per suggellare la sua forza.
non riuscivo a svegliarmi, ero incastrata in quel maledetto incubo che si insinuava nel mio cervello.
dovevo svegliarmi. SVEGLIATI!
mi sono svegliata intontita col suono della sua risata ancora nelle orecchie e negli occhi la sua bocca appoggiata al tuo pene. il batticuore.
mi sono girata. e non eri nel letto, vicino a me.
un conato di vomito.
mi sono alzata barcollando.
non poteva essere vero.
doveva essere un sogno.
ero sola in casa.
mi siedo sconfitta sulla sedia.
provo a telefonarti.
il telefono staccato.
poi lo sguardo mi cade su un foglietto. scivolato per terra, spinto da una folata di vento entrata dalla finestra che ho aperto per non soffocare.
"Buongiorno! stamattina presto ho una riunione al lavoro. ti chiamo io. un bacio sulle labbra"